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Ogni individuo è unico

“Io sono io. In tutto il mondo non esiste nessuno che sia come me”. Virgina Satir

Ogni individuo è unico.

Quando capiamo che siamo unici, che non c’è nessun’altra persona come noi, smettiamo di confrontarci con gli altri, smettiamo di essere una persona diversa e possiamo finalmente scoprire chi siamo.

Da una parte questa unicità è qualcosa a cui molti tengono, ma da un’altra parte è qualcosa di molto impegnativo e spesso difficile da cogliere fino in fondo ed ancora di più da accettare. Se vogliamo fare un passo avanti dobbiamo imparare a rispettare la nostra unicità.

Dobbiamo capire chi siamo, accettare la nostra unicità e rispettarla.

Il nostro modo di pensare è unico, il nostro modello mentale è formato da esperienze, stimoli esterni, influenze culturali che condizionano la nostra percezione della realtà. Su queste percezioni ci saranno interpretazioni e finalmente azioni. ogni azione dipende da che tipo di osservatore si è. In base al senso che noi diamo ad una situazione, ci comporteremo in un modo o in un’altro.

Quando capiamo che il nostro modo di fare e di pensare è unico, perché noi siamo unici, sarà più facile capire gli altri e migliorare i rapporti interpersonali. “Il mio modo di percepire la realtà è diverso dal suo e il suo punto di vista è valido come il mio”. “Nessuno ha torto, entrambi abbiamo ragione”. dipende da come noi interpretiamo la realtà; ognuno con le sue esperienze, modelli mentali, stile di vita. Siamo unici.

“Non sappiamo come le cose sono, sappiamo solo come le osserviamo o come le interpretiamo. Viviamo in mondi interpretativi”. Raffael Echevvarria

Come smascherarsi

“Puoi indossare tutte le maschere che vuoi. Le tue azioni diranno sempre chi sei. L’albero si riconosce dai frutti”.

Spesso indossiamo una maschera quando qualcosa stona dentro di noi, c’è una lotta interiore e non sappiamo bene chi siamo in realtà. Parliamo, ci vestiamo e ci comportiamo in un certo modo per sentirci accettati anche se in realtà questo non ci rappresenta. A volte siamo investiti in un ruolo in maniera così incosciente e abitudinaria da arrivare ad identificarci completamente con esso.

Quando indossiamo queste maschere per un lungo periodo dimentichiamo chi siamo veramente ed incominciamo a credere di essere come ci mostra questo personaggio, tuttavia c’è qualcosa dentro di noi che non torna. di solito usiamo queste maschere quando non siamo capaci di controllare i nostri timori, la nostra paura. Spesso non vogliamo cambiare perché abbiamo paura di “smettere di essere noi stessi”, prendere coscienza che è un ruolo quello che rappresentiamo, ci permette di smettere di rappresentarlo. Non siamo obbligati a togliere la maschera, il problema si presenta quando pensiamo di non poterla togliere, di non avere una alternativa o di non sapere come liberarci da essa.

Se riusciamo a capire chi siamo realmente possiamo incominciare a brillare di quella luce che si accende solo quando troviamo noi stessi, quando riconosciamo chi siamo, con i nostri punti di forza e con le nostre debolezze. Solo allora possiamo lavorare per svilupparci pienamente ed essere “autentici”.

Possiamo mascherare la nostra paura in tre modi diversi:

– la maschera della percezione e rigidità. La maggioranza delle persone rigide nel modo di pensare sono persone con paura. Vedono la realtà in modo univoco, senza dare possibilità ad alcuna alternativa. Sembrano molto sicure però hanno un modo molto chiuso di guardare alla vita, pensano di avere sempre ragione, si sentono superiori agli altri. Tendono ad essere aggressive verbalmente e non verbalmente e non accettano proposte alternative però in realtà sono persone piene di complessi, soprattutto di inferiorità. di fronte ai cambiamenti vanno in panico e difficilmente li accettano per paura di non saperli gestire;

– la maschera della dipendenza. Persone che si aggrappano agli altri ed alle cose per sentirsi più sicure. Sono persone dipendenti, che stanno male e sono tristi se sentono la mancanza di sicurezza, di supporto e amore dalle persone che le circondano. Sono persone che si rinchiudono nel loro mondo per evitare di scontrarsi con la realtà. Non prendono iniziative, fanno ciò che gli altri dicono di fare. Persone così rischiano di non vivere la loro vita e non di non vivere d’accordo con i loro valori. Cercano di evitare scontri, sono permissive in modo da non ferire i propri sentimenti e preferiscono essere sempre circondate da altri. La loro maschera è quella che nasconde il dolore di non prendere “decisioni proprie”;

– la maschera della sfiducia di se stessi. Persone che indossa- no questa maschera hanno paura degli altri e del loro giudizio. La paura di sbagliare è così radicata in loro che preferiscono che siano gli altri a prendere iniziative e sbagliare. Sono persone che spesso non passano dal pensiero all’azione e tendono a procrastinare. Fanno le vittime e incolpano gli altri per “sopravivere” a loro stessi. Non è mai colpa loro, “non sono stato io”.

Come puoi smascherarti?

La maschera è una credenza su chi siamo e come dobbiamo comportarci. Quando puoi esprimere le tue vere paure inizi il processo di trasformazione per diventare chi sei veramente. riconosci la maschera che indossi e la ragione per la quale la in- dossi. Invece di mascherarti per “essere una persona sicura”, puoi accettare di essere una persona impaurita che si nasconde dietro una maschera di sicurezza. Questa consapevolezza ti permette di andare al cuore della paura: “non mi piace essere una persona insicura”. “Vorrei essere sicura”.

Ti rendi conto che per un lungo periodo, a volte anni, hai vissuto una lotta interiore per coprire aspettative di ciò che “dovresti essere”. Puoi capire che ti sei sentito obbligato ad essere insicuro perché così sei stato “etichettato”, non vuoi questa etichetta e durante tutta la vita hai lottato per smettere di esserlo, però non puoi. Non sai da dove nasce la tua insicurezza però la speri- menti. È probabile che tu senta la pressione di essere la persona sicura che gli altri si aspettano in funzione al tuo ruolo. Arriva il momento in cui ti chiedi chi sei, qual è il tuo ruolo e vuoi vivere d’accordo con ciò che veramente è importante nella tua vita.

Nel momento in cui accetti che non hai l’obbligo di essere sicuro, inizia il processo di cambiamento. Ti rendi conto che vuoi iniziare ad essere chi sei veramente. “Il mio proposito nella vita non è essere una persona sicura”. “Posso sentirmi insicuro e non per quello smettere di essere me stesso”.

La sofferenza di molte persone comincia quando nascondono i propri sentimenti agli altri. Se ci si può identificare ed accettare i propri sentimenti, e li si può mostrare alle persone importanti della propria vita, si sentirà che ci si sta togliendo la maschera. una volta tolto l’obbligo di essere ciò che gli altri e la società si aspettano, la persona può sentirsi libera, autentica ed abbandonare il proposito di compiacere gli altri. Questa autonomia ed indipendenza emotiva permette di scegliere le mete che si vogliono raggiungere, crea responsabilità di se stessi e dei sentimenti, decisioni e risultati. La persona dichiara che si sente insicura e fragile, però anche autentica e autonoma.

Si può avere paura e quando si diventa coscienti di sperimentarla, la paura smette di avere potere su di noi.

Smascherarsi è fondamentale per una sana autostima.

Alcune domande che ti possono aiutare a smascherarti:

1. Qual è il proposito della tua vita?

2. Quali maschere ti possono impedire di essere chi sei vera- mente?

3. Ciò che fai, ciò che studi, il tuo lavoro ti fa sentire bene?

4. Hai bisogno di dimostrare a qualcuno che sei sicuro?

5. Hai bisogno di dimostrare a qualcuno che ti senti bene e che sei forte?

6. Se oggi hai avuto ricordi ed emozioni un pò tristi, desideri sentirti meglio per te stesso o perché ci si aspetta che tu stia bene?

7. Cerchi di dimostrare che sei vicino alla tua meta o di essere la persona che vorresti anche se non è così?

Tratto dal mio libro: ” Cambiare vita costruendo AUTOSTIMA, un mattone alla volta.

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