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Paura di fallire

“Il vero ostacolo nella vita è la paura”

Pensiamo erroneamente che per avere, basti fare. Prima, invece, dobbiamo essere.

Crediamo che, per essere felici, serva raggiungere gli obiettivi prefissati. Per esempio, quando avrò pubblicato questo libro sarò felice. Ma non è vero, potrò sentirmi realizzata e avere una sensazione di felicità breve, temporanea, ma poi tornerò a stare come prima, o magari peggio. A cosa mi serve scrivere un best seller e immaginare di ottenere una importante ricompensa economica se prima non mi sento piena, serena e felice?

Le cose esterne non mi renderanno mai felice, la felicità la trovo dentro di me. Se prima riesco a stare bene, sarà più facile raggiungere i miei obiettivi, e a quel punto ben venga scrivere un best seller. Ne sarei contenta perché potrò aiutare moltissime persone a stare meglio, festeggerò, mi sentirò realizzata e andrò avanti con la mia vita come prima: serena e felice. Penso che ciò di cui vi parlo sia proprio l’amore.

È l’amore che ci fa sentire bene. L’amore in senso più ampio. Da anni, quando finisco la mia meditazione del mattino, inspiro ed espiro amore 10 volte fino a quando sento amore in tutte le cellule del mio corpo. È una sensazione meravigliosa.

A cosa serve tutto questo? Faccio un passo indietro. Per avere è necessario prima fare, e per fare è necessario prima essere. Purtroppo accade troppo spesso che, come ho già scritto, crediamo che la nostra felicità dipenda dal raggiungimento di un obiettivo, sia esso economico, sportivo, o intellettuale. Entriamo in una spirale di insoddisfazione, in primis perché non sempre riusciamo a raggiungere il nostro obiettivo. Avvertiamo ansia, stress e paura di non farcela. Oppure lo raggiungiamo ma ci rendiamo conto che, in realtà, non ci ha procurato il benessere che ci aspettavamo.

Possono succedere due cose: o entriamo in depressione o ci focalizziamo su un altro obiettivo, tornando a vivere le medesime preoccupazioni. Abbiamo paura di non essere in grado, di non essere all’altezza. Abbiamo paura di non essere accettati dai nostri cari. Abbiamo paura di essere un fallimento per i nostri genitori. Vorremmo fare ciò che desideriamo ma, per non sentirci inadeguati, facciamo ciò che ci si aspetta da noi, o ciò che pensiamo che gli altri si aspettino da noi.

Ricordo che mio padre mi diceva: “Devi fare ciò che vuoi, ma io ti vedrei bene come avvocato”. Allo stesso tempo sosteneva che potevo studiare ciò che volevo, poiché lui aveva studiato architettura “obbligato” dai suoi genitori, sebbene poi gli fosse piaciuto. Tuttavia, ciò che sognava veramente era diventare un disegnatore di gioielli.

Mi auguro che tu abbia studiato ciò che volevi. O non è così? Sei stato costretto a fare o studiare qualcosa che non volevi? O magari avevi paura di decidere per te stesso? Paura del giudizio dei tuoi genitori, familiari o amici? O della società in cui vivi?

Immagina, ora, come sarebbe la tua vita se non avessi avuto paura di vivere nel modo in cui avresti voluto.

Da adesso in poi la tua vita potrebbe cambiare. Dovresti ascoltare il tuo cuore e fare ciò che desideri, non ciò che ci si aspetta da te. Hai paura? Tranquillo, ora vedrai come superare o gestire questa paura.

A volte basta solo prendere la decisione di cambiare.

Spesso siamo fermi a causa di una serie di “se”, preoccupati da cose che costituiscono solo supposizioni e non fatti reali. Abbiamo paura di affrontare la situazione per tutti quei “se” e, di conseguenza, rimaniamo dove siamo. Non ci muoviamo, restiamo paralizzati.

Questo mi ricorda un mio coachee che, per un lungo periodo, si era rinchiuso in un mondo tutto suo. Un ragazzo di 20 anni che non sapeva cosa fare della sua vita, aveva vissuto un’adolescenza difficile, sia nello studio, sia con i suoi coetanei. Aveva perso un anno e aveva cominciato a sentirsi incapace, diverso, non all’altezza. Si chiudeva sempre di più in se stesso, non usciva, e quando doveva farlo indossava una maschera.

Quando venne da me la situazione era abbastanza complicata.

Non faceva niente, non studiava, non lavorava e non aveva idea di ciò che desiderasse realmente. Aveva timore di agire per paura del giudizio altrui, o di prendere una decisione sbagliata, che gli facesse solo perdere tempo, sebbene vivesse in una condizione di perdita di tempo costante. Nella sua zona di comfort, la sua vita era facile, non doveva fare sforzi. Era un ragazzo molto intelligente e questa situazione lo faceva soffrire. Oltre ad aver paura di uscire dal suo guscio, aveva paura del futuro prossimo, di guardarsi indietro dopo 5 anni e ritrovarsi ancora nella stessa situazione.

Dopo un po’ di sessioni di coaching con lui, non sapevo più cosa fare, avevo provato in tutti i modi ad aiutarlo ma lui rimaneva incollato alla sua sedia. Non faceva alcun passo in avanti. Un giorno gli dissi che, da quel momento in poi, tutto sarebbe dipeso da lui. Se avesse deciso di alzarsi, sarei stata presente per aiutarlo ad andare avanti, ma per superare le sue paure doveva decidere di voler affrontare la paura, decidere di alzare il sedere dalla sedia, perché era già molto consapevole della situazione.

“Agisci ora. Più tardi, sarà solo tardi”. (Stephen Littleword)

Doveva agire. Nessuno può farlo per noi. Siamo noi gli artefici della nostra vita. Sarebbe stato controproducente se io e i suoi genitori l’avessimo costretto ad alzarsi dalla sedia. Lui sapeva che ci saremmo stati in caso di bisogno. Decisi di scrivergli dei messaggi di incoraggiamento per aiutarlo a prendere la decisione. La sua vita era troppo preziosa per essere sprecata e lui aveva tutte le carte in regola per farcela. Il suo problema era la paura, la paura di fallire. Era un ragazzo che non sapeva esattamente ciò che voleva fare nella vita, ma per lui era importante avere un lavoro ben remunerato o una azienda sua, come suo padre. Aveva paura di fallire. Aveva paura di prendere la decisione sbagliata.

Ti è mai capitato di dire a te stesso che fosse meglio non provarci affatto piuttosto che fallire ed essere giudicato dagli altri? Quando abbiamo paura di fallire proviamo anche la paura di essere criticati. Alla base c’è il confronto con se stessi, con le proprie aspettative e con le proprie capacità, che ci induce a credere che un eventuale fallimento farà di noi degli stupidi.

“Solo una cosa rende impossibile la realizzazione di un sogno: la paura di fallire!” (Paulo Coelho)

La cosa più importante è agire come dice questo proverbio: “Meglio fare che fare bene”.

Sono stata molto esigente con me stessa, ma ho imparato che la perfezione non esiste ed è meglio fare che non fare per paura di non farlo bene. Grazie a questo pensiero ho cominciato a lavorare come coach e a scrivere libri, nonostante il mio italiano non sia perfetto. Nel mio lavoro, e non solo, mi sono trovata con persone che, per paura di non fare le cose perfettamente, preferiscono non farle affatto. Dietro questo comportamento si cela anche la paura del giudizio. È un peccato perché, in questo modo, cominciano a procrastinare o, addirittura, a non ultimare mai un progetto.

Questo comportamento è frustrante e ci porta a essere infelici. Quanti libri si sono lasciati a metà, quanti quadri sono nascosti in taverne e quanti altri progetti sono lasciati a morire? Che peccato! Scrivi i tuoi obiettivi, trova più motivazioni possibili per raggiungerli e non aver paura di fallire. La perfezione non esiste. Siamo qua per progredire, per imparare e crescere. La vita è esperienza. Credi nelle tue capacità. Credi in te stesso.

Se oggi guardo indietro e penso al mio primo libro, mi sembra un po’ troppo semplice, aggiungerei e toglierei qualcosa. È parte del mio percorso, della mia crescita. È anche possibile che al lettore quel libro piaccia più di questo. In spagnolo dico spesso: “Sobre gustos no hay nada escrito”, ognuno ha i suoi gusti.

Con questo ti prego di non lasciare le cose a metà. È meglio fare che fare bene.

Tieni sempre pronto un piano di riserva

Agisci subito, senza aspettare. Se non funziona una soluzione provane un’altra, senza mai arrenderti.

Tieni pronto un piano di riserva in caso di necessità. Ricordati che la paura è nella tua mente, dipende da cosa pensi. Se hai paura di non farcela, avere un’alternativa è fondamentale. Pensa a un piano B. Avere un programma da realizzare, nel caso in cui la soluzione precedente non si rivelasse vincente, ti aiuta.

Ecco qualche domanda che ti potrebbe aiutare: “Come puoi convivere con questo problema? Cosa puoi fare nonostante tutto? Come puoi rendere migliore la tua vita anche se c’è questo problema? Cosa puoi fare per migliorare la situazione? Che vantaggi puoi cogliere da questa situazione? Come potresti cambiare la situazione? Cosa potresti fare in alternativa?”

Il piano B ti aiuta a non mollare e a darti una seconda opportunità per ottenere il massimo, anche se non hai potuto risolvere i problemi che hai affrontato in precedenza.

L’esperienza positiva, di eventi in cui riesci a gestire quello che ti crea ansia e che temi, ha un’efficacia enorme sulla paura.

Cosa faresti se non avessi paura?

Pag 62-67 tratto del mio libro: “Abbraccia la paura” (Viola editrice)

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